Gli Arazzi – Palazzo della Cultura Palazzo Riggio

Queste riproduzioni degli Arazzi sono presenti all'interno del Palazzo della Cultura

Palazzo Riggio - Foto di Giuseppe Frezza

Descrizione

Introduzione: La Sindaca della Città di Aci Catena (CT) Prof.ssa Margherita Rita Ferro esprime un deferente ringraziamento al Presidente della Repubblica Italiana On. Prof. Sergio Mattarella per la concessione della riproduzione degli arazzi. Sentita riconoscenza al Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Italiana Servizio Beni Artistici delle Sedi Presidenziali Dott. Francesco Colalucci per la preziosa collaborazione istituzionale. Rivolge un sincero ringraziamento al Console della Repubblica dell’Azerbaigian Dott. Domenico Coco generoso mecenate e sostenitore dell’iniziativa. Esprime sentita gratitudine al Cav. Giuseppe Mario Frezza addetto alle attività culturali del Comune di Aci Catena per l’abnegazione, la passione e l’instancabile impegno profusi per l’acquisizione degli arazzi al patrimonio comunale. Con profonda gratitudine rende omaggio a tutti coloro che, con spirito di collaborazione, lungimiranza e alto senso delle Istituzioni, hanno contribuito alla realizzazione di questo importante traguardo per la Comunità di Aci Catena: il ritorno simbolico degli arazzi nella loro sede naturale, affinché divengano memoria viva della storia cittadina e patrimonio identitario per le generazioni future. La Sindaca Prof.ssa Margherita Rita Ferro  

Gli arazzi

 

“Entrata di Sancho Panza a Barattaria” Arazzo presso il Quirinale, Manifattura dei Gobelins, atelier di Jean Jans il Giovane, (Parigi 1723), Cartonista : per la scena , Charles-Antoine Coypel, (1722) trama di lana e seta ; ordito : 8-9 fili per cm., donato con gli altri undici arazzi della serie da Luigi XV a Luigi Riggio Saladino Branciforte- Colonna principe di Campofiorito (cm. 375 X 400). Parodia delle entrate trionfali dei sovrani e dei generali, diffuse nell’antichità e in età moderna, l’ingresso di Sancio nella capitale dell’isola di Barattaria, il cui fasullo governo gli era stato affidato dal duca, è descritto da Cervantes all’inizio del cap. XLV del Don Chisciotte (ed. 1957, p. 946).

Nel quadro centrale dell’arazzo si vede Sancio, abbigliato come un califfo, che, oltrepassata la porta della città, ne percorre la via principale portato a spalla dagli uomini del duca, tra la curiosità e lo scherno degli abitanti che assistono alla scena dal balcone o dalla strada. Le colonne sulla destra sono quelle della Chiesa Madre, la prima meta prevista dal burlesco cerimoniale dell’entrata. Il quadro centrale è realizzato con filati marroni, bruni, rossi, azzurri, rosa, verdi, panna. L’arazzo è in eccellente stato di conservazione, il che permette di apprezzare l’abilità con cui l’arazzo ha riprodotto gli effetti di mimesi materica proposti dal modello: i riflessi della luce sul’armatura dell’armigero in primo piano a sinistra, la finzione del raso e del velluto nei costumi dei valletti che trasportano Sancio e delle dame a destra. La didascalia esplicita l’immagine: “ENTREE DE SANCHO/DANSL’ISLE DEBARATTARIA”.

“Don Chisciotte e la testa incantata” Arazzo presso il Quirinale, Manifattura dei Gobelins, atelier di Jean Lefèbvre, della serie le Storie di Don Chisciotte, (Parigi 1733/1734) Cartonista : per la scena, Charles-Antoine Coypel, (1732) trama di lana e seta ; ordito : 8-9 fili per cm, donato con gli altri undici arazzi della serie da Luigi XV a Luigi Riggio Saladino Branciforte-Colonna principe di Campofiorito (cm. 375 X 400). La beffa della testa incantata– una statua che rispondeva, come un oracolo, alle domande che venissero poste– ordita da Don Antonio Moreno per divertirsi con i suoi amici alle spalle di Don Chisciotte e Sancio. Nel riquadro centrale si vede la statua– un busto di bronzo, di gusto ellenico– collocata su un tavolino: i drappi che ricadono tra le gambe del tavolo nascondono il congegno che fa parlare l’effige: un tubo che collega la bocca della scultura alla camera sottostante, dove un complice Don Moreno risponde alle domande. A destra vi sono Don Chisciotte, appoggiato alla sua picca da torneo, e Don Antonio e, Sancio, chinato, interroga la statua. Assistono alla scena anche gli amici e le amiche di Don Antonio e, seduta a sinistra, la moglie dell’aristocratico. Deliziosa è l’ambientazione in una saletta settecentesca arredata con statue, dipinti alle pareti, un orologio a pendolo a destra e, a terra, un tipico tappeto della Savonnerie. La scena è tessuta con tinte prevalentemente chiare– rosa, gialle, panna, verdi, lilla-, a contrasto con le tonalità scure delle zone in ombra e degli abiti di velluto di alcuni personaggi. L’arazzo è in buono stato di conservazione (ma macchiato dall’umidità nella metà destra).

La didascalia recita: “DON CHISCIOTTE CONSULTE/LA TETE ENCHANTEE. TOMEIV/CHAPITRELXII”  

“Banchetto di Sancho Panza” Arazzo presso il Quirinale, Manifattura dei Gobelins, atelier di Jean Lefèbvre, (Parigi 1723), della serie le Storie di Don Chisciotte, Cartonista: per la scena , Charles-Antoine Coypel, (1719) trama di lana e seta ; ordito : 8-9 fili per cm., donato con gli altri undici arazzi della serie da Luigi XV a Luigi Riggio Saladino Branciforte- Colonna principe di Campofiorito (cm. 375 X 400). E’ illustrato uno degli scherzi orditi dal duca a danno di Sancio Panza, cui aveva affidato, per beffa, il governo dell’isola di Barattaria: gli fa servire un lauto banchetto, ma un finto medico fa portare via, uno a uno, tutti i piatti, che, a suo dire, sarebbero dannosi per la salute di Sancio (cfr. Cervantes, Don Chisciotte, cap. XLVII: Ed. 1957, pp.959-962). La scena è ambientata in una sontuosa saletta settecentesca rischiarata da una lumiera a candele la cui luce determina suggestivi effetti di controluce e di rifrazione. Si vede Sancio a tavola, nel suo grottesco abbigliamento da governatore– simile a quello di un califfo-, furibondo nei confronti del medico che, in piedi a destra, in costume carnevalesco, con la sua stecca di balena tocca solennemente le vivande e le fa portare via dai servitori. A sinistra si affollano alcuni abitanti di Barattaria, che ridono alle spalle di Sancio. L’arazzo è in eccellente stato di conservazione; il quadro centrale, tessuto con tinte gialle, rosse, blu, verdi, viola è stato eseguito con perizia, in modo che la trascrizione tessile riproducesse con efficacia, sia pure senza una fedeltà assoluta, i complessi giochi di luce proposti dal modello. Sottoposto a manutenzione presso il laboratorio Arazzi del Quirinale nell’aprile maggio 1959.

Una lunga didascalia spiega l’immagine : “PLUSIEURS PLATS SONT SERVIS / L’UN APRESL’AUTRE A LA TABLE DE SANCHOETJOUEPAR/UNMEDECINSUPPOSEIL S’IRRITE DE NE MANGER /QUEDESYEUX” English

“Sancho Panza’s Entry into Barattaria” Tapestry at the Quirinale, Gobelins Manufactory, atelier of Jean Jans the Younger, (Paris 1723), Cartoonist: for the scene, Charles-Antoine Coypel, (1722) wool and silk weft; warp: 8-9 threads per cm., given with the other eleven tapestries of the series by Louis XV to Luigi Riggio Saladino Branciforte- Colonna prince of Campofiorito (cm. 375 X 400).A parody of the triumphal entries of sovereigns and generals, widespread in antiquity and the modern age, Sancho's entry into the capital of the island of Barattaria, whose sham government had been entrusted to him by the duke, is described by Cervantes at the beginning of chapter XLV of Don Chisciotte (ed. 1957, p. 946). In the central panel of the tapestry, Sancho, dressed as a caliph, is seen passing through the city gate and carried along the main street by the duke's men, amid the curiosity and mockery of the inhabitants who watch the scene from balconies or the street. The columns on the right are those of the Mother Church, the first destination in the burlesque entrance ceremony. The central panel is woven with brown, tan, red, blue, pink, green, and cream yarns. The tapestry is in excellent condition, allowing us to appreciate the skill with which it has reproduced the material mimicry effects proposed by the model: the reflections of light on the armor of the man-at-arms in the left foreground, the imitation of satin and velvet in the costumes of the valets carrying Sancho and the ladies on the right.

The caption explains the image:“ENTREE DE SANCHO/DANSL’ISLE DEBARATTARIA”. “DonChisciotte and the Enchanted Head” Tapestry at the Quirinale, Gobelins Manufactory, atelier of Jean Lefèbvre, from the series The Stories of Don Chisciotte, (Paris 1733/1734) Cartoonist: for the scene, Charles Antoine Coypel, (1732) weft of wool and silk; warp: 8-9 threads per cm, given with the other eleven tapestries of the series by Louis XV to Luigi Riggio Saladino Branciforte-Colonna prince of Campofiorito.( cm. 375 X 400). The prank of the enchanted head- a statue that answered, like an oracle, questions- was orchestrated by Don Antonio Moreno to amuse his friends behind the backs of Don Chisciotte and Sancho. In the central panel, the statue- a bronze bust in Hellenic style- is placed on a small table. The drapes falling between the table legs conceal the device that makes the effigy speak: a tube connecting the sculpture's mouth to the room below, where an accomplice, Don Moreno, answers questions. On the right are Don Chisciotte, leaning on his tournament pike, and Don Antonio, while Sancho, leaning forward, questions the statue. Also witnessing the scene are Don Antonio's friends, both male and female, and the aristocrat's wife, seated on the left. The setting is delightful: a small eighteenth-century room furnished with statues, paintings on the walls, a grandfather clock on the right, and, on the floor, a typical Savonnerie carpet. The scene is woven in predominantly light colors pink, yellow, cream, green, and lilac- contrast with the dark tones of the shadowed areas and the velvet robes of some characters. The tapestry is in good condition (but stained by humidity on the right half). The caption reads: “DON CHISCIOTTE CONSULTE/LA TETE ENCHANTEE. TOMEIV/CHAPITRELXII”  

Sancho Panza’s Feast” Tapestry at the Quirinale, Gobelins Manufactory, atelier of Jean Lefèbvre, (Paris 1723), from the series The Stories of Don Chisciotte, Cartoonist: for the scene, Charles-Antoine Coypel, (1719) wool and silk weft; warp: 8-9 threads per cm., given with the other eleven tapestries of the series by Louis XV to Luigi Riggio Saladino Branciforte- Colonna prince of Campofiorito (cm. 375 X 400). It illustrates one of the pranks played by the Duke on Sancho Panza, to whom he had mockingly entrusted the government of the island of Barattaria: he serves him a lavish banquet, but a fake doctor has all the dishes taken away, one by one, as, in his opinion, they are harmful to Sancho's health (see Cervantes, Don Chisciotte, chap. XLVII: Ed. 1957, pp. 959-962). The scene is set in a sumptuous eighteenth-century room lit by a candlestick whose light creates suggestive backlighting and refraction effects. Sancho is seen at the table, in his grotesque governor's attire– similar to that of a caliph– furious with the doctor who, standing on the right, in carnival costume, solemnly touches the food with his whalebone and has it taken away by the servants. On the left, a crowd of Barattaria residents laughs behind Sancho's back. The tapestry is in excellent condition; the central panel, woven in yellow, red, blue, green, and purple hues, was expertly executed so that the textile transcription effectively, though not entirely faithfully, reproduces the complex interplay of light proposed by the model. It underwent maintenance at the Quirinale Tapestry Laboratory in April-May 1959. Along caption explains the image:

“PLUSIEURS PLATS SONT SERVIS L’UN APRES L’AUTRE A LATABLE DE SANCHOETJOUEPAR/UNMEDECINSUPPOSE IL S’IRRITE DE NE MANGER / QUEDESYEUX”

Modalità di accesso

Accesso disabili non presente

Indirizzo

Via Campofiorito - Aci Catena 95022 (CT)

Orario per il pubblico

orari 09:30-12:30 e 16:00-18:00

Ultimo aggiornamento: 19/04/2026, 18:32

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